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Favignana, qui è ancora estate

Sono i colori struggenti dei suoi tramonti, la trasparenza delle sue acque, i profumi intensi dei giardini ipogei ad aver reso famosa l’isola di Favignana. E oggi, sono gli ex magazzini, gli opifici ottocenteschi, i vecchi cinema, le caserme militari e le cave dismesse e per anni abbandonate, trasformati in alberghi o spazi per attività culturali, a regalarle un presente e un futuro di gloria.

Il grande Stabilimento Florio, per esempio, una delle tonnare più belle di tutta la Sicilia, nel 1990 è stato acquistato dalla Regione Sicilia che lo ha completamente restaurato. Così, da poco, questo importante reperto di archeologia industriale con una superficie interna di 40 mila metri quadri, pari a quella del Louvre, è visitabile. Per secoli ha custodito macchine per la lavorazione del tonno, attrezzature per la pesca, vascelli in legno, e ora ospita un museo e spazi per eventi culturali e sportivi. Come la Targa Florio del Mare, il giro della Sicilia in barca a vela che si svolge a maggio, o il Trofeo Challenge Ignazio Florio che va in scena a settembre, entrambi organizzati dallo Yacht Club Favignana, che attira sull’isola i big della vela, della cultura e dello spettacolo. Percorrendo in bici il sentiero che risale il perimetro esterno dello stabilimento fino alla punta, si arriva al palco naturale scavato nella roccia dal quale i Florio, potenti industriali siciliani e signori dell’isola, tra fine Ottocento e inizio Novecento, si affacciavano per assistere alla mattanza, uno dei riti più suggestivi della pesca, che vede la lotta all’ultimo sangue tra tonni e pescatoriguidati dal rais.

 

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